Quali codici usare per bottiglia, tappo e capsula?
I codici alfanumerici della decisione 97/129/CE: per il vetro GL 70 (incolore), GL 71 (verde), GL 72 (marrone); FOR 51 per il sughero; ALU 41 per l'alluminio; FE 40 per l'acciaio; per i materiali compositi la lettera C seguita dal materiale prevalente.
| Componente | Codice tipico | Raccolta indicativa |
|---|---|---|
| Bottiglia in vetro verde | GL 71 | Vetro |
| Bottiglia in vetro bianco | GL 70 | Vetro |
| Tappo in sughero | FOR 51 | Secondo il Comune (umido o indifferenziato) |
| Tappo a vite in alluminio | ALU 41 | Metalli |
| Tappo sintetico | Codice della plastica, es. LDPE 4 | Plastica |
| Gabbietta degli spumanti | FE 40 | Metalli |
| Capsula in materiale composito | C/ + materiale prevalente | Secondo il materiale |
| Astuccio in cartoncino | PAP 21 | Carta |
La raccolta dipende dalle regole del Comune: per questo la dicitura consigliata invita a verificarle.
L'etichettatura ambientale è obbligatoria per il vino?
Sì, per gli imballaggi immessi sul mercato italiano, compresi quelli del vino. L'obbligo è in vigore dal 1° gennaio 2023, dopo diversi rinvii. Vale per il produttore o per chi immette l'imballaggio in Italia, anche se il vino viene dall'estero.
Per gli imballaggi destinati ai consumatori servono due informazioni: la codifica del materiale e le indicazioni sulla raccolta, per esempio «Raccolta vetro. Verifica le disposizioni del tuo Comune». Per gli imballaggi destinati solo alle imprese (cartoni da sei per i distributori) basta la codifica del materiale.
Le linee guida del Ministero dell'ambiente suggeriscono di indicare ogni componente separabile e di invitare il consumatore a separarle prima del conferimento.
Si può mettere l'etichettatura ambientale nel QR code?
Sì, le informazioni ambientali possono essere fornite anche tramite canali digitali, come un QR code o un sito. Conviene però non mescolarle con l'e-label degli ingredienti, che deve restare essenziale e senza tracciamento: meglio una sezione separata o un secondo codice.
Molte cantine scelgono una soluzione mista: codici GL 71 e FOR 51 stampati in piccolo sulla controetichetta, e le istruzioni di raccolta complete online. Sulla bottiglia resta così più spazio per allergeni, valore energetico e QR degli ingredienti.
Come scrivere le indicazioni per la raccolta?
Brevi, chiare e per ogni componente: tipo di imballaggio, codice del materiale, famiglia di raccolta e l'invito a verificare le regole del proprio Comune. Le linee guida ministeriali suggeriscono anche di invitare a separare i componenti prima di conferirli.
- «Bottiglia: vetro GL 71. Raccolta vetro.»
- «Tappo: sughero FOR 51. Verifica le disposizioni del tuo Comune.»
- «Capsula: C/ALU. Raccolta secondo le disposizioni del tuo Comune.»
- «Separa le componenti e conferiscile in modo corretto.»
- «Verifica le disposizioni del tuo Comune.»
Chi è responsabile dell'etichettatura ambientale: la cantina, la vetreria o il tipografo?
Il produttore dell'imballaggio indica il materiale, ma l'informazione completa al consumatore, componente per componente, è responsabilità di chi immette il prodotto confezionato sul mercato, cioè di solito la cantina. Il tipografo stampa ciò che riceve e non verifica i codici.
In pratica conviene chiedere alla vetreria e al fornitore di tappi e capsule le schede tecniche con il materiale esatto. Le capsule in particolare sono spesso in materiali compositi (alluminio e polietilene, stagno, PVC) e il codice dipende dalla composizione reale, non dall'aspetto.
Quali errori troviamo più spesso?
Capsula o gabbietta dimenticate, codice del vetro sbagliato (GL 70 su una bottiglia verde), indicazioni di raccolta assenti sulle bottiglie vendute ai consumatori, informazioni digitali mescolate all'e-label degli ingredienti.
- Solo la bottiglia indicata, nessun codice per tappo e capsula.
- Codice copiato da un'altra bottiglia di colore diverso.
- Nessuna indicazione di raccolta per i consumatori.
- QR ambientale e QR ingredienti fusi in un'unica pagina con contenuti commerciali.
- Astuccio regalo senza codice PAP.
Vale anche per i vini esportati?
No, l'etichettatura ambientale italiana riguarda il mercato italiano. Ogni paese ha regole proprie: la Francia ha il Triman e l'Info-tri, la Germania la registrazione LUCID. Una bottiglia venduta in più paesi può portare più indicazioni, se lo spazio lo consente.
In futuro le regole saranno armonizzate dal regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi, che prevede etichette comuni sui materiali in tutta l'UE. Fino ad allora valgono le regole nazionali, paese per paese.
Come combinare etichettatura ambientale ed e-label senza confondere il consumatore?
Tenendole distinte. L'e-label degli ingredienti ha regole proprie: nessun contenuto commerciale, nessun tracciamento. Le informazioni ambientali non sono marketing, ma metterle nella stessa pagina la allunga e la complica. La soluzione più pulita è una sezione separata o un secondo QR, con un'etichetta chiara accanto a ciascuno.
Se lo spazio sulla controetichetta è poco, i codici essenziali (GL 71, FOR 51, il codice della capsula) possono restare stampati in piccolo, con il rimando online solo per le istruzioni dettagliate. È la soluzione che proponiamo più spesso: il consumatore trova subito il materiale della bottiglia e il QR degli ingredienti resta dedicato al suo scopo.
Ricordate che la pagina ambientale, come l'e-label, deve restare raggiungibile finché le bottiglie sono in circolazione: un QR che porta a una pagina rimossa equivale a un'informazione mancante.
Cosa cambia per gli spumanti?
Gli spumanti hanno più componenti da indicare: bottiglia, tappo a fungo in sughero o sintetico, gabbietta metallica (FE 40), capsula o stagnola, a volte una placchetta. Ognuno ha il suo codice e la sua indicazione di raccolta, e la capsula in particolare è spesso in materiale composito.
Per non affollare la controetichetta, molte cantine raggruppano i componenti in una riga unica: «Bottiglia GL 71 vetro · Tappo FOR 51 · Gabbietta FE 40 metalli · Capsula C/ALU. Verifica le disposizioni del tuo Comune.»
Le domande dei produttori
L'etichettatura ambientale è obbligatoria anche per i vini venduti solo alle imprese?
Sì, ma per gli imballaggi destinati alle imprese basta la codifica del materiale. Le indicazioni di raccolta servono per gli imballaggi destinati ai consumatori.
Che codice ha una bottiglia di vetro verde?
GL 71, secondo la decisione 97/129/CE. GL 70 è il vetro incolore, GL 72 il vetro marrone.
Il tappo in sughero va nell'umido?
Dipende dal Comune: alcuni lo accettano nell'organico, altri nell'indifferenziato o in raccolte dedicate. Per questo la dicitura consigliata invita a verificare le disposizioni locali.
Il codice GL 71 va stampato sulla bottiglia o sull'etichetta?
Può stare sull'etichetta, sul vetro o essere fornito in digitale. L'importante è che il consumatore lo trovi.
Devo indicare anche il materiale della capsula?
Sì, ogni componente separabile va indicato: bottiglia, tappo, capsula, gabbietta, astuccio.
Le bottiglie etichettate prima del 2023 possono essere vendute?
Le norme di proroga hanno consentito lo smaltimento delle scorte di prodotti già immessi in commercio o già etichettati. Verifichiamo il vostro caso specifico.
Fonti
Criteri di selezione: citiamo prima i testi ufficiali (EUR-Lex, portali normativi nazionali), poi indagini con il nome dell'editore.
- D.Lgs. 3 settembre 2020, n. 116 (Normattiva)
- Decisione 97/129/CE (EUR-Lex)
- Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi (EUR-Lex)
Aggiornato il 2 novembre 2026 dal team WineLex
