Quando bisogna scrivere «contiene solfiti» sull'etichetta del vino?

Quando il vino contiene più di 10 mg/l di anidride solforosa totale, espressa come SO₂. È la soglia fissata dall'allegato II del regolamento (UE) n. 1169/2011. In pratica riguarda quasi tutti i vini, compresi molti vini senza solfiti aggiunti, perché la fermentazione ne produce un po'.

L'indicazione va sull'etichetta fisica, preceduta dalla parola «contiene». Non dipende da quanta solforosa avete aggiunto, ma da quanta ne trova l'analisi nel vino finito. Per un vino naturale senza aggiunte, quindi, la sola strada sicura è l'analisi: se il risultato supera 10 mg/l, la dicitura serve.

La scritta «senza solfiti aggiunti» è un'indicazione volontaria e non sostituisce «contiene solfiti». Se le metteste entrambe, il consumatore capirebbe benissimo: il vino non ha aggiunte, ma ne contiene comunque una piccola quantità naturale.

Come si scrive «contiene solfiti» nelle altre lingue?

Nella lingua del paese di vendita, come impone l'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1169/2011. Una sola riga con più lingue va benissimo se vendete in più paesi con la stessa etichetta.

Come si scrive «contiene solfiti» nelle altre lingue?
PaeseDicitura
ItaliaContiene solfiti
Germania, AustriaEnthält Sulfite
Francia, Belgio (FR)Contient des sulfites
Paesi Bassi, Belgio (NL)Bevat sulfieten
SpagnaContiene sulfitos
PortogalloContém sulfitos
Irlanda, MaltaContains sulphites
PoloniaZawiera siarczyny
DanimarcaIndeholder sulfitter
SveziaInnehåller sulfiter

I termini ammessi nelle lingue UE sono elencati nel regolamento delegato (UE) 2019/33, che consente anche «anidride solforosa» al posto di «solfiti».

Bisogna dichiarare uova e latte usati per la chiarifica?

Sì, se i residui sono rilevabili nel vino finito con i metodi di analisi riconosciuti. Albumina, lisozima, caseina e altri derivati di uova e latte sono coadiuvanti: non vanno nell'elenco degli ingredienti, ma l'allergene va dichiarato in etichetta se ne resta traccia rilevabile.

I termini ammessi in italiano sono, per esempio, «uovo», «proteine dell'uovo», «prodotti dell'uovo», «lisozima dell'uovo», «albumina dell'uovo» e «latte», «prodotti del latte», «caseina del latte», «proteine del latte» (regolamento delegato (UE) 2019/33).

Chi chiarifica con prodotti di origine vegetale o minerale (proteine di pisello, bentonite, PVPP) non ha allergeni da dichiarare per questa operazione. Molte cantine lo fanno proprio per semplificare l'etichetta dei vini destinati all'estero.

Si possono usare i pittogrammi al posto delle parole?

Sì. Il regolamento delegato (UE) 2019/33 prevede pittogrammi per solfiti, uova e latte, utilizzabili insieme o al posto delle diciture. Sono utili su un'etichetta multilingue, ma molti distributori e consumatori preferiscono comunque la scritta, più chiara.

Gli allergeni possono stare solo nell'e-label?

No. È l'unica informazione che il regolamento (UE) 2021/2117 esclude espressamente dalla via elettronica: gli allergeni devono comparire sull'etichetta fisica. Nella pagina e-label vanno ripetuti ed evidenziati nell'elenco degli ingredienti, per esempio in grassetto.

Un errore frequente nelle prime e-label era il contrario: allergene evidenziato nella pagina web, ma dimenticato in etichetta perché «tanto c'è il QR». Una verifica prima della stampa lo intercetta in pochi secondi.

Quanta anidride solforosa può contenere un vino?

In generale al massimo 150 mg/l per i rossi e 200 mg/l per bianchi e rosati con meno di 5 g/l di zuccheri, con limiti più alti per i vini dolci (regolamento delegato (UE) 2019/934). Per il vino biologico i limiti sono più bassi. L'obbligo di scrivere «contiene solfiti» scatta molto prima, a 10 mg/l.

La soglia di dichiarazione e i limiti massimi sono due cose diverse. Un vino con 30 mg/l di solforosa totale è molto sotto i limiti di legge, ma deve comunque riportare «contiene solfiti». Non esiste una dicitura del tipo «solfiti in quantità ridotta» che sostituisca quella obbligatoria.

La solforosa cala nel tempo, in bottiglia. Per l'etichetta conta il vino al momento dell'imbottigliamento: è quella l'analisi da usare, insieme a quella che vi serve per il valore energetico.

Come si scrivono i solfiti nell'elenco degli ingredienti?

Come additivo, con la sua categoria e il nome evidenziato: per esempio «conservante: solfiti» o «antiossidante: anidride solforosa». La categoria dipende dalla funzione principale. L'evidenza tipografica (grassetto, maiuscolo o sottolineato) serve a distinguere l'allergene dagli altri ingredienti.

Nella pagina e-label la regola è la stessa: allergene evidenziato nell'elenco degli ingredienti. Se la pagina è in più lingue, ogni lingua deve avere il proprio elenco completo con l'allergene evidenziato, non una sola versione italiana con le traduzioni del solo allergene.

Checklist allergeni prima di mandare in stampa

Sei controlli bastano a evitare quasi tutti gli errori sugli allergeni: analisi aggiornata, diciture ammesse, lingue complete, stampa fisica, evidenza nell'e-label e coerenza tra bottiglia e pagina web.

  1. Analisi del vino finito: solforosa totale sopra o sotto 10 mg/l, residui di uova o latte se usati.
  2. Dicitura ammessa dal regolamento 2019/33, preceduta da «contiene».
  3. Una dicitura per ogni lingua dei paesi di vendita.
  4. Allergeni stampati sull'etichetta fisica, mai solo nell'e-label.
  5. Allergeni evidenziati nell'elenco degli ingredienti, in ogni lingua.
  6. Stessi allergeni in etichetta e nella pagina e-label.

Dove mettere gli allergeni sulla controetichetta?

Dove sono leggibili, con caratteri di almeno 1,2 mm di «x». Non devono necessariamente stare nello stesso campo visivo delle altre indicazioni obbligatorie. Di solito si mettono vicino al valore energetico e al QR, in un blocco unico di informazioni al consumatore.

  • Una riga per lingua, o una riga unica separata da barre: «Contiene solfiti / Enthält Sulfite / Contient des sulfites».
  • Stesso contrasto delle altre indicazioni: niente grigio chiaro su carta crema.
  • Coerenza con l'e-label: stessi allergeni, stesse lingue.

Quali altri allergeni possono riguardare il vino?

Nella pratica quasi solo solfiti, uova e latte. Gli altri allergeni dell'allegato II del regolamento (UE) n. 1169/2011 (glutine, frutta a guscio, pesce e così via) non entrano nella vinificazione corrente. La colla di pesce, usata per la chiarifica, è esclusa dall'obbligo di dichiarazione per il vino e la birra.

Se usate un prodotto enologico nuovo o un preparato con più componenti, chiedete al fornitore la scheda sugli allergeni: è la fonte più affidabile per sapere se qualcosa va dichiarato.

Le domande dei produttori

Perché alcune bottiglie riportano un disegno al posto di «contiene solfiti»?

Il regolamento delegato (UE) 2019/33 consente pittogrammi per solfiti, uova e latte. Sono comprensibili in ogni lingua, ma molte cantine affiancano comunque la scritta.

La quantità di solfiti va indicata in etichetta?

No. Si indica solo la presenza («contiene solfiti»), non la quantità in mg/l. La quantità si conosce dall'analisi e può essere richiesta dagli importatori nella scheda tecnica.

«Contiene solfiti» va scritto anche sui vini venduti solo in cantina?

Sì. L'obbligo vale per ogni vino venduto al consumatore finale, anche in cantina o al mercato.

Un vino biologico deve riportare «contiene solfiti»?

Sì, se supera 10 mg/l di anidride solforosa. Il biologico ha limiti di solforosa più bassi, ma l'obbligo di dichiararla resta.

Posso scrivere «contiene anidride solforosa» invece di «contiene solfiti»?

Sì, entrambi i termini sono ammessi dal regolamento delegato (UE) 2019/33.

«Contiene solfiti» va scritto anche nell'elenco degli ingredienti?

Sì, i solfiti compaiono tra gli ingredienti come additivo, per esempio «conservante: solfiti», evidenziati. E la dicitura resta stampata in etichetta.

Serve l'analisi per sapere se dichiarare uova o latte?

Sì. Se avete chiarificato con prodotti a base di uova o latte, solo l'analisi del vino finito dice se l'allergene è rilevabile.

Fonti

Criteri di selezione: citiamo prima i testi ufficiali (EUR-Lex, portali normativi nazionali), poi indagini con il nome dell'editore.

Aggiornato il 2 novembre 2026 dal team WineLex